DA IERI AD OGGI
Il nome del quartiere deriva dall’adiacente fiume Lambro, lungo 130km e affluente di sinistra del Po. Si trova nella zona orientale di Milano ed appartiene al Municipio 3.
Ad abitare qui secoli fa avresti vissuto tra i Romani! Lo attestano la Cappelletta di Lambrate, oltre al sarcofago di marmo e il bronzo augusteo (esposti al Castello Sforzesco) che vennero ritrovati nel 1905 durante gli scavi per una costruzione residenziale. La storia del quartiere ha inizio prima del I secolo d.C.
Facciamo un salto: alla fine del X secolo d.C. Milano è stata rinominata “capitale della regione”. Secondo una pergamena che risale al 1166 Lambrate era una sorta di borgo imperiale!
Nel XVI secolo, passeggiando per le vie, avresti potuto vedere Villa Busca Serbelloni detta “La Palazzetta” (oggi ne rimane la struttura architettonica di fronte alla quale vi è un parcheggio), Villa delle Rose (demolita a fine 1700) e Villa Folli (ora abitazione collettiva). Sì, a quei tempi Lambrate era una zona di villeggiatura per i nobili milanesi.
Fino al 1714 quest’area ha ospitato “La Polveriera”, la prima industria bellica lambratese. Oggi al suo posto si trova “I Martinitt”, un’istituzione assistenziale milanese fondata nel XVI secolo che comprende un teatro, un campus ed un museo.
Per diverso tempo l’area si è alternata tra libero comune e annessioni varie. Bisogna attendere il 1924 per vederla definitivamente unita al Comune di Milano.
Dal 1933 vedresti sorgere qui grandi industrie, tra cui l’Innocenti, dedita alla produzione della famosa Lambretta. In seguito, con il boom economico degli anni ’50, si modificano tutti i caratteri della zona, dal punto di vista sociale e urbanistico: si afferma come quartiere operaio, dove si lavora e si vive.

Con gli anni ‘70 inizia la dismissione industriale. Vengono chiusi diversi stabilimenti (compresa la stessa Innocenti) e delocalizzati alcuni impianti produttivi, lasciando spazi vuoti ed imponenti.
Arrivi agli anni 2000: si parla di progetti di riqualificazione del territorio e puoi vedere i primi spazi destinati ad attività culturali. Dal 2004 al 2011, nel pieno del processo di gentrification del quartiere, viene rivisto l’edificio polifunzionale UNDAI con ristoranti, bar, gallerie d’arte ed uffici.

Il territorio si trasforma grazie ad un progetto di rinnovamento dotato di una forte identità culturale: creare il nuovo mantenendo le radici storiche, ricordare il passato guardando però al futuro. Tutt’oggi sono attivi molti progetti, tra i quali il Lambrate Streaming, vincitore del bando di Reinventing Cities: è un piano di rigenerazione urbana incentrata sulla sostenibilità e prevede, oltre a servizi di varia natura, 40mila metri quadrati di verde.
Già dalla burrascosa storia della zona capisci come sia sempre stato un territorio in movimento, votato al cambiamento, ospite di un’industria che ha contribuito alla storia italiana. Fin dall’inizio del processo di riqualificazione il focus è sulla comunità, sugli spazi per la cultura, l’arte e il territorio. Un territorio che merita di essere ricordato, mantenuto, valorizzato. Un’area da conoscere, da apprezzare per il suo passato e per il suo recente rinnovamento, sicuramente non ancora concluso.
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