ORTICA | SE QUESTI MURI POTESSERO PARLARE… MA RACCONTANO COMUNQUE!


DALLA COLAZIONE AL DOPOCENA: #GettingAroundMilano #GAM

Lo sai che in zona Ortica trovi il primo quartiere museo al mondo? Le persone che vi abitano si sentono parte di una comunità (come raccontato già in ORTICA | Non prude, ma si fa sentire!) e la storia del quartiere e della città viene raccontata attraverso i murales. Questa iniziativa nasce dal progetto OR.ME Ortica Memoria con l’intento d’illustrare il percorso identitario e culturale meneghino. Troverai murales dedicati alla musica popolare, dove sono raffigurati volti di grandi cantanti come Ornella Vanoni, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, e al rap, dove sono ritratti Marracash, Articolo 31, Guè Pequeno… un centinaio di metri coloratissimi! Vi è poi uno spazio dedicato al centro di Milano: il Duomo. Si sì, hai letto bene! L’intento di questo bellissimo murales è stato di portare anche in Ortica un pezzettino del cuore meneghino. Ma non finisce qui… Ci sono anche “Human”, il murales dedicato ai migranti, il Murale della Legalità, dove spiccano i volti di personaggi come Walter Tobagi, giornalista e scrittore italiano vittima di un attentato terroristico dell’estrema sinistra, Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta, ed Emilio Alessandrini (sì, proprio quello che è stato citato in CALVAIRATE | A TUTTA NATURA (E NON SOLO)!). Ma vi sono anche il Murale delle Donne del Novecento (giusto per citarne una, Alda Merini) e i Murales Le guerre del Novecento, rappresentanti le due grandi Guerre, le lotte per la parità delle donne e i movimenti operai.

Piccoli tavoli da ping pong arredano via Oronzio De Nora.

Oltre all’incredibile museo a cielo aperto, passeggiando in Ortica trovi spazi verdi dove rilassarti o praticare sport e molti locali che mettono a disposizione le abilità culinarie dei proprietari. Ampia la scelta dove poter assaporare carne e birre crude, sia industriali sia artigianali, più o meno note tra i milanesi (girando alla scoperta di Milano noterai che è come se ogni quartiere avesse il proprio birrificio e Ortica non fa eccezione!). Ma se non fossi amante della birra non temere: puoi trovare anche bar che offrono i più “classici” drink o un buon calice di vino. Prenotare o non prenotare? Questo è il dilemma: i ristoranti in zona non mancano, ma forse conviene non tentare la sorte, soprattutto nel periodo estivo. Le possibilità a livello di sapori spaziano dalla cucina milanese, a quella della Valtellina fino a tutta la nostra penisola e oltre oceano (cinese, giapponese, americano…), anche in formula All You Can Eat, e non solo per il sushi! Ciò che risulta ancor più interessante è che la gastronomia, qui in Ortica, è spesso accompagnata da location familiari, vivaci e verdi: numerosi i locali che presentano giardini o cortili dove potersi godere un pranzo o una cena all’aperto durante la bella stagione.

Ingresso de La Balera dell’Ortica.

Rimanendo in tema di storie di quartiere… l’abitudine dei ferrovieri di fermarsi dopo il lavoro sempre nello stesso bar ha portato a farlo diventare tutt’oggi un punto di ritrovo, uno spazio storico dove gustare cucina casalinga, giocare a bocce, partecipare a serate danzanti (e anche a corsi di danza)… La Balera dell’Ortica, dove puoi trovare la Bocciofila e il Garage Market.

Ci sono inoltre autofficine, barbieri, pasticcerie (anche siciliane!) e palestre: di tutto un po’!

Come di prassi per un quartiere così “vivo” e “sentito”, Ortica ha la propria festa: “Ortica in festa”. Tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre il quartiere ospita chiunque è il benvenuto: momenti di convivialità, aperitivi a tema, balli, lezioni di bocce e di boogie woogie, laboratori per bambini. Non mancano anche i racconti di strada, le sfide a scacchi e i tornei sportivi. Vale la pena mettersi in gioco e seguire il ritmo!

Un altro quartiere che difende la propria unicità e mantiene un’identità specifica, che racconta usi e tradizioni di una storia a cui è legato e che desidera tramandare ai posteri, nonostante si impegni a stare al passo coi tempi.

CURIOSITÀ: Hanno cantato di questo quartiere Enzo Jannacci e Giorgio Gaber!