ORTICA | NON PRUDE, MA SI FA SENTIRE!


DA IERI AD OGGI #MilanoPlaceToLive #AIFocusOn Ortica #GettingAroundMilano #GAM

L’origine del nome della zona deriva proprio da “orto”, “ortaglia” perché, fin dal Medioevo, era una zona molto fertile, bagnata dal Lambro (ai tempi ancora navigabile), e destinata infatti alle coltivazioni. È situata all’interno del Municipio 3 di Milano, ovvero la zona che comprende Cimiano, Rottole-Quartiere Feltre, Buenos Aires-Porta Venezia-Porta Monforte, Città Studi, Lambrate-Ortica, Loreto e Parco Forlanini-Cavriano.

Quando nel 1161-2 d.C., con l’intento di controllare tutte le città del nord Italia, Federico Barbarossa rase al suolo Milano, ti saresti rifugiato proprio qui, in Ortica, insieme a tutti i milanesi. Testimonianza di questo periodo si può trovare ancora oggi nella chiesa di quartiere… ma dovrai giungere alla fine dell’articolo per saperne di più!

Ortica era, ed è tutt’oggi, un quartiere che parla di accoglienza, solidarietà, comunità.

Ma non solo! Se sei amante dello sport forse saprai che tra il 1800 e il 1900 tutta la zona Ortica – Città Studi è stata la culla del calcio italiano e ne fu testimone il muraglione che rimase in via Nullo fino agli anni ’30. Oggi in via Tucidide si trova un murales a memoria dei grandi dello sport del Novecento, tra i cui ritratti vi sono Mazzola (calciatore dell’Inter) e Rivera (Milan), icone italiane del calcio degli anni Settanta; il ciclista Fausto Coppi e il pugile Muhammad Alì.

Dal 1896 al 1931 la zona è stata attraversata dalla linea ferroviaria Milano-Treviglio, ma una volta dismessa è rimasta comunque un polo di incontro e aggregazione: infatti, nel 1935 sorse un luogo dedicato al dopolavoro che comprendeva un’osteria e una balera, chiuso intorno al 2007 per essere infine rimpiazzato nel 2012 dalla Balera dell’Ortica!

Ma torniamo un attimo indietro…

Dopo la Seconda Guerra Mondiale Ortica fu un polo industriale importante: merito anche delle grandi industrie, tra cui CasciNet, una cascina risalente al 1100 che ha avuto un ruolo importante in molte iniziative destinate al benessere della terra e delle persone, e la Innocenti, già citata nell’articolo Zona Lambrate | Una storia da scoprire.

Murales Cooperativa Edificatrice Ortica.

Industrie e ferrovia hanno permesso alla zona di essere piuttosto indipendente dal resto della città, dandole così modo di svilupparsi in maniera particolare. Da agricola a industriale, il quartiere è stato abitato (e lo è ancora oggi) da persone che collaborano, formano cooperative e sentono un forte senso di appartenenza alla zona. Ieri come oggi, in questo quartiere non ti saresti sentito un estraneo, isolato o “abbandonato a te stesso”, ma al contrario accolto, supportato e coinvolto nella vita di tutti i giorni!

Sempre parlando di collaborazione e aggregazione, il quartiere è attraversato dal Cavalcavia Buccari: 300 metri decorati da un bellissimo murales frutto del lavoro di due giorni di ben 150 persone aderenti ad associazioni e istituzioni varie! L’occasione? Il settantesimo anniversario della Resistenza. Tra le parole chiave spiccano “condivisione”, “simbolo” e “memoria” e l’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Milano, promossa dal Consiglio di Zona 3, sostenuta dal Nuovo Liceo Artistico, dal gruppo scout CNGEI e dalle associazioni Orticanoodles e Nonunodimeno.

Chiesa dei Ss. Faustino e Giovita.

Vicino al Piccolo Parco dell’Ortica trovi la Chiesa dei SS. Faustino e Giovita, situata in Via Amadeo 90: i dati sulla sua costruzione sono incerti, si ipotizza sia avvenuta in un periodo che va dal 1190 a.C. al 1519 d.C.  È una chiesa di modeste dimensioni, dov’erano celebrate piccole cerimonie liturgiche. In passato si dice che sia stata collegata tramite tunnel sotterraneo alla chiesa di Sant’Ambrogio! Sebbene esternamente sia piuttosto semplice, al suo interno sono decorate sia la navata sia la piccola sagrestia e vi puoi osservare affreschi risalenti dal XIII (se non forse XII) fino al XVI secolo, tra cui l’affresco che rappresenta la Vergine con il Bambino in grembo che viene chiamata “Madonna delle Grazie”. Quando quest’opera venne rimossa per il restauro, dietro venne trovato un graffito… ecco la testimonianza dei milanesi rifugiati ai tempi di Barbarossa: in quel testo venne identificata la scrittura carolina, introdotta sotto Carlo Magno e piena di abbreviazioni, e si rivelò essere una preghiera degli abitanti di Porta Renza, esiliati in Ortica dall’imperatore Barbarossa. Sembra proprio che la costruzione di questa chiesa, ai tempi fuori dalla città, sia collegata a questo evento storico.

Oggi è il centro storico e civile del quartiere.