Maggiolina | La Milano della stampa!


DA IERI AD OGGI

Nell’attuale via della Maggiolina sorgeva una cascina, demolita nel 1920, da cui prende il nome la zona.

L’origine vera e propria della sua denominazione è in realtà in dubbio: qualcuno dice che derivi dalla famiglia Maggiolini, nonché proprietari della residenza; qualcun altro sostiene provenga dal termine “fragole”, che in dialetto sono dette “magiòster”. Il quartiere, qualunque sia la ragione della sua denominazione, fa parte del Municipio 2 di Milano.

A seguito dell’interramento della ferrovia Milano-Monza, grandi spazi verdi hanno arricchito la zona che ora comprende il Villaggio dei Giornalisti e il Quartiere Mirabello. Per visitare il Villaggio dei Giornalisti devi dirigerti verso la parte nord di Maggiolina. È un complesso residenziale realizzato a partire dal 1911 dall’ingegnere Evaristo Stefini, in seguito alla diffusione di un editoriale che poneva l’accento su quanto si fosse fatto per le classi operaie e quanto poco per la borghesia. Così, i primi alloggi vennero affidati alle cariche più alte di alcune testate giornalistiche. In un secondo momento, la proprietà passò nelle mani di compagnie assicurative e bancarie.

Dal Villaggio dei Giornalisti, se prendi via Morgagni e poi via Dario Papa, puoi giungere ad un piccolo parco con campo da basket e area giochi per bambini: è il parco di Piazzale Salvatore Farina.

Queste vie sono particolarmente intrise di storia: si trova qui Villa Mirabello che, costruita nel 1400, ha cambiato diversi proprietari divenendo anche azienda agricola. Dal 1916 è sede della Casa del lavoro e patronato per ciechi di guerra.

Elemento caratteristico questo quartiere sono le case a igloo, progettate negli anni Quaranta da Mario Cavallé. L’architetto si ispirò al modello mono-abitativo tipico negli Stati Uniti e ideò degli ambienti in grado di modificarsi in base alle esigenze: i mattoni forati disposti in modo circolare permettevano di creare i propri ambienti indipendentemente dalla struttura stessa.

Figura 1 Casa a igloo.

Vi erano anche le “case a fungo” che vennero però demolite negli anni Sessanta: su due piani e circondate dal verde. Vennero demolite dal nipote dello stesso architetto Cavallé.

Figura 2 Milano, le demolite case a fungo alla Maggiolina, opera dell’architetto Mario Cavallè. Fonte: Wikipedia (SkyScraperCity – Milano Quartiere Maggiolina)

Altra villa degna di nota è Villa Figini, progettata dall’omonimo architetto negli anni 1934/5. Di stile razionalista, completamente differente da Villa Mirabello, ancor oggi è adibita ad abitazione privata (osservare, ma non entrare!). Lo sapevi che Luigi Figini, insieme ad un altro grande architetto Gino Pollini, ha realizzato svariati edifici addirittura per Adriano Olivetti? Questi due architetti fanno parte della storia italiana e hanno introdotto nella nostra penisola l’architettura moderna.

Proseguendo per via Evaristo Stefini giungi in Piazza Carbonari: così nominata per i militanti della Carboneria. In questa piazza venne progettato dall’architetto Luigi Caccia Dominioni un condominio “borghese”: correvano gli anni Sessanta e venne considerato un edificio rivoluzionario, per i materiali utilizzati e per la sua forma, in contrasto con l’ambiente in cui si era inserito.

Subito dopo, al confine di Maggiolina, vi è il Parco Aldo Protti (baritono italiano vissuto tra il 1920 e il 1995), fondato sulle macerie di quella che era stata la ferrovia diretta a Monza.

Come la città che la ospita, Maggiolina è un quartiere non solo che guarda al futuro, ma mantiene un legame con le sue radici, un passato ricco e mai dimenticato!