DA IERI AD OGGI
È uno dei quartieri più antichi di Milano nella parte sudorientale della città.
La zona oggi conosciuta come “Corvetto”, dall’omonimo Luigi Emanuele Corvetto, giurista e politico originario di Genova (1756-1821), ospitava un tempo una dimora patrizia del 1700, Gambalavita, divenuta poi la cascina Gambolòita, demolita agli inizi del Novecento.
Negli anni Venti, se avessi passeggiato tra queste vie, avresti visto sorgere il quartiere “Regina Elena”, in onore di Elena del Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III, che dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato rinominato “Mazzini”.
La prima grande trasformazione di quest’area risale al 1960, quando fu costruito il cavalcavia per smistare il traffico, ristrutturato nel 2011.
Oggi la zona è molto ben servita. Il treno è a portata di mano grazie alla stazione ferroviaria di Milano Rogoredo …

… e grazie alla metropolitana gialla M3 arrivi in Duomo in 15 minuti! Spettacolo!
La fermata di Lodi T.I.B.B. sorge dove una volta c’erano gli stabilimenti di un’industria meccanica (la Tecnomasio Italiano Brown Boveri, appunto “TIBB”). Dismessa negli anni Novanta, al suo posto vi fu prima uno stabilimento Coop e in seguito furono costruiti dei complessi residenziali.
Dalle villette private alle cascine, quest’area si sta trasformando grazie a progetti di riqualificazione come “Contratti di Quartiere” promosso dal Ministero dei Lavori Pubblici e dalla Regione Lombardia e che ha tra gli obiettivi primari la riqualificazione e rigenerazione urbana, il miglioramento dell’interazione tra quartiere e città così come il potenziamento dei servizi. Un programma che porta in dote anche un’importante iniziativa, chiamata “Lacittàintorno”, per rendere le aree cittadine dei luoghi d’incontro e sviluppo sia culturale sia sociale, a cui si lega un altro magnifico progetto, “Made in Corvetto”, che vede la collaborazione del Comune di Milano e del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, per dare una risposta concreta all’esigenza di socialità, condivisione e crescita. Cosa significa tutto ciò? Un’opportunità per stare insieme come comunità: socializzare, rilassarsi e divertirsi, offrendo un punto attrattivo per l’intera città, non solo per il proprio quartiere.
L’area è dinamica e interessata da molti altri interventi, tra cui una bellissima iniziativa nata dalla cooperazione delle università milanesi Politecnico e IULM che hanno presentato il progetto “Fabbrica di Quartiere”, un programma multidisciplinare di riqualificazione che coinvolge i quartieri meneghini della zona Sud Est, Corvetto compreso. I quattro elementi principali individuati da questo progetto – popolazioni multietniche, strutture e infrastrutture di quartiere, imprese di quartiere ed aree dismesse – mostrano la volontà di “partire dal basso”. In concreto? Dare nuova vita a porzioni della città iniziando da suoi sottoinsiemi (quartieri, strutture, imprese) in una logica di sviluppo sostenibile. Un’idea bellissima e innovativa, vero?!
“Fabbrica di Quartiere” rappresenta dunque il connubio di progettazione strutturale e sociologia al fine di garantire soluzioni adatte alle nuove esigenze degli abitanti.

A Corvetto il passato e il presente si fondono grazie ad un rinnovamento ambientale e sociale rispettoso della storia, ma proiettato al futuro. Un quartiere vivo e da vivere!
