Lo scenario demografico di Milano ha bisogno di un reset. Vi ricordate tutte quelle ricerche che dipingevano una città sempre più vecchia? Con una popolazione anziana in continua crescita e con i giovani in fuga? Ecco, azzerate tutto: Milano oggi è una cosa completamente diversa. È tornata attrattiva e sono in arrivo 172 mila nuovi milanesi. Famiglie vere, con i bambini e tutto il resto. Motivo per cui istituzioni e operatori devono darsi da fare e riprogrammare le trasformazioni urbanistiche. In fretta. È il quadro che emerge da uno studio commissionato da Assimpredil al Cresme (Centro ricerche economiche sociale di mercato per l’edilizia e il territorio) e realizzato nei primi mesi del 2016. Il tema, appunto, sono gli scenari demografici nell’ottica di pensare la Milano dei prossimi anni in funzione dei suoi bisogni. E il presidente di Assimpredil Ance, Marco Dettori, in proposito non ha dubbi: «Siamo di fronte a una grande opportunità, ma Milano ha bisogno di interventi urgenti. C’è la necessità di creare le condizioni affinché i percorsi amministrativi siano più friendly».
Il dato da cui partire è che il processo di invecchiamento della popolazione non è più il tratto saliente: i flussi migratori giovani stanno invertendo la tendenza. E i giovani si stabilizzano a Milano perché trovano lavoro, e poi mettono su famiglia. È il risultato del fatto che Milano ha reagito alla crisi economica meglio delle altre città (non solo italiane, visto che arrivano anche tanti stranieri) ed è diventata attrattiva.Secondo gli scenari elaborati dal Cresme, la prospettiva è quella di un incremento demografico attorno al 12,9 per cento tra il 2015 e il 2024. Tradotto in numeri: in 10 anni circa 172 mila abitanti in più.
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